Attacchi di panico

Una persona con problemi di panico si ritrova a pensare nel seguente modo:

“sto per morire”, “sto per avere un infarto”, “sto per impazzire”, “mi gira la testa, ci risiamo e se sto male e se svengo”, “ad un certo punto ho sentito il cuore battere forte e ho iniziato a sudare, la bocca era secca e avvertivo un’oppressione al petto, temevo che stesse per accadere qualcosa di brutto e fossi in procinto di perdere il controllo”, “non riesco a respirare, sento il bisogno di fuggire”, “non riesco nemmeno ad uscire di casa da solo”.

VALUTAZIONE

In fase di valutazione si presterà particolare attenzione ai seguenti elementi:

  • COMPONENTE FISICA

Valutazione della componente neurovegetativa (respiro affannoso, palpitazioni, vertigini o giramenti di testa, formicolii ai piedi o alle mani, senso di costrizione o dolore al torace, sensazione di soffocamento o mancanza d’aria, sentirsi svenire, sudorazione, tremori, vampate di caldo o di freddo, bocca secca, nausea o nodo allo stomaco, debolezza delle gambe, visione annebbiata, tensione muscolare).

  • COMPONENTE COGNITIVA

Valutazione dei pensieri ansiogeni e delle aspettative associate alle situazioni (ad esempio “mi gira la testa , ci risiamo e se sto male? e se svengo?”, “adesso perderò i sensi”, “sto per avere un attacco di cuore”, “adesso morirò soffocato/a”, “perderò il controllo di me stesso/a”, “sto diventando pazzo/a”, “la paura mi paralizza”, ”mi metterò a balbettare o a parlare in maniera strana”).

  • COMPONENTE COMPORTAMENTALE

Analisi dei comportamenti di evitamento che la persona mette in atto per evitare di provare ansia, per ridurne l’intensità o per prevenire che accadano conseguenze negative (ad esempio evitare luoghi affollati, spazi aperti, autobus, treni, spazi chiusi e posti lontani da casa o dove comunque è difficile ottenere aiuto, evitare esercizi fisici, controllare il respiro, procurarsi delle bottiglie d’acqua, camminare rasente i muri, sedersi , mangiare caramelle, aggrapparsi ad un’altra persona, calzare scarpe senza tacco, tossire, …).

Studio Sofisma Psicologo Castelfranco Veneto per bambini, ragazzi e adulti

TRATTAMENTO

Rispetto ad un profilo di panico il trattamento richiede solitamente dalle 7 alle 14 sedute. Le tecniche di intervento di approccio cognitivo comportamentale per il disturbo di panico si basano sul presupposto che, durante un attacco di panico, la persona tende ad interpretare alcuni stimoli esterni (es. code nel traffico, luoghi chiusi, luoghi aperti) o interni (es. tachicardia, sensazione di svenimento, confusione mentale) come pericolosi, come il segnale di un’imminente catastrofe.

Tali interpretazioni, spaventando la persona e scatenano l’ansia con i relativi sintomi mentali e fisici.

L’intervento prevede un protocollo che implementa le seguenti procedure:

  • formulazione di un contratto terapeutico, che contenga gli obiettivi di intervento condivisi da paziente e terapeuta;
  • psicoeducazione, che consiste nel fornire al paziente informazioni sulle caratteristiche del disturbo (ad esempio la ricostruzione del circolo vizioso del panico);
  • insegnamento di tecniche per la gestione dei sintomi di tipo ansioso;
  • individuazione e messa in discussione delle interpretazioni erronee (es. pensieri catastrofici) che portano all’attacco di panico;
  • esposizione graduale alle sensazioni e situazioni evitate;
  • prevenzione delle ricadute.

Le procedure di valutazione, i test somministrati e le procedure di trattamento sono di comprovata validità scientifica.

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