I Nostri Servizi

Adulto

Una persona con ansia sociale si ritrova a pensare questo modo:

“sono stupido/a”, “sono incompetente”, “sono noioso/a”, “se faccio un errore, gli altri penseranno che sono stupido/a”, “non devo mai far vedere che sono nervoso/a”; “devo sempre avere qualcosa di interessante da dire”, “devo essere sempre intelligente ed interessante”, “ho paura di fare le cose quando le persone potrebbero guardarmi”.

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Una persona con problemi di panico si ritrova a pensare nel seguente modo:

“sto per morire”, “sto per avere un infarto”, “sto per impazzire”, “mi gira la testa, ci risiamo e se sto male e se svengo”, “ad un certo punto ho sentito il cuore battere forte e ho iniziato a sudare, la bocca era secca e avvertivo un’oppressione al petto, temevo che stesse per accadere qualcosa di brutto e fossi in procinto di perdere il controllo”, “non riesco a respirare, sento il bisogno di fuggire”, “non riesco nemmeno ad uscire di casa da solo”.

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Una persona con depressione si ritrova a pensare nel seguente modo:

“mi sento giù”, “non ho voglia di far niente”, “ho difficoltà a concentrarmi in quello che faccio”, “mi sento in colpa”, “non ho speranze per il futuro”, “ mi sento insicuro e inferiore nei miei rapporti con gli altri”, “ho perso l’interesse per cose che prima mi piacevano”, “mi sento completamente inutile” ,“non ho energia sufficiente per fare la maggior parte delle cose”, “dormo molto meno del solito”, “non ho per niente appetito”.

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Una persona con sintomatologia di tipo ossessivo-compulsivo si ritrova a pensare nel seguente modo:

“mi sento costretto a ripetere dei numeri senza ragione”, ”torno indietro a controllare porte, finestre, cassetti per essere sicuro che siano veramente ben chiusi”, “ per me è un problema enorme toccare immondizia o cose sporche”, “quando comincio a pensare a certe cose non riesco più a liberarmene e a svuotare la mente”, “ho l’idea fissa di poter rimanere contaminato da quello che tocco”, “devo sempre controllare ripetutamente quello che faccio”, “ormai controllare impiega la maggior parte del mio tempo”, “non riesco a fare a meno di lavarmi continuamente le mani”, “accumulo un sacco di oggetti che non mi servono”.

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Una persona con problemi legati al comportamento alimentare si ritrova a pensare nel seguente modo:

“ho il terrore di aumentare di peso”, “ non mi piaccio”, “mi sento grassa”, “ se ora mangio un cioccolatino perderò il controllo e ricomincerò ad abbuffarmi”, “magari fosse solo un bignè!”, “quanto devo camminare per smaltire il pranzo”, “quali cibi hanno meno calorie”.

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Una persona con disturbi del sonno si ritrova a pensare nel seguente modo:

“stanotte non mi addormenterò mai”, “ sono più di due ore che sono a letto e non riesco a dormire”, “sono già le 00:30”,”anche stanotte rimarrò sveglio a guardare l’orologio con ansia”, “ogni mattina alzarsi è un incubo avendo dormito così poche ore”, “se non riesco a dormire le ore necessarie domani non ce la farò”.

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Età evolutiva

In un quadro di difficoltà scolastiche il genitore si trova a contatto con le seguenti difficoltà:

“tuo figlio/a ha difficoltà a scuola e per aiutarlo le hai provate tutte ma senza successo?”, “tuo figlio/a non ha voglia di studiare e devi sempre insistere altrimenti non farebbe nulla?”, “mio figlio durante le interrogazioni non si ricorda nulla e non riesce a parlare dalla tensione”, “per tuo figlio/a ogni pretesto è buono per mettere da parte libri e quaderni?”, “sei preoccupato per il rendimento scolastico di tuo figlio/a o per il suo benessere emotivo a scuola ma non sai come muoverti?”.

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In un quadro di problemi di ansia il genitore si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“mio figlio è assolutamente terrorizzato dal temporale”, “mio figlio è estremamente agitato quando ci sono altre persone”, “mio figlio durante le interrogazioni non si ricorda nulla e non riesce a parlare dalla tensione”, “al momento di entrare a scuola mio figlio non si stacca da me”, “mio figlio è estremamente preoccupato per la salute di noi genitori”, “mio figlio non dorme da solo la notte”, “mio figlio è terrorizzato dall’insegnante”, “mio figlio teme troppo il giudizio degli altri”.

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Il genitore destinatario del nostro servizio di gestione di problemi a livello comportamentale si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“perché mi ritrovo costretto a sculacciare mio figlio”, “non mi ascolta mai”, “adesso andrà avanti a piangere per mezz’ora anche stavolta”, “non possiamo portarlo neanche a fare la spesa o a mangiare la pizza senza che ci metta in imbarazzo”, “aggredisce sempre il fratellino e non so che fare”, “non riesco a dare delle regole a sto bambino”, “è ingestibile, ormai non ce la faccio più”.

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Il genitore destinatario del nostro servizio di potenziamento per l’autonomia nei bambini e le abilità motorie (3-10 anni) si ritrova a contatto con queste necessità

“Vuoi migliorare l’autonomia di tuo figlio ma sei in difficoltà?” “Tuo figlio/a ha sempre bisogno di te per vestirsi e/o lavarsi da solo?” “Tuo figlio/a non riesce ancora a togliere ancora il pannolino?” “Tuo figlio/a ha difficoltà nella pianificazione di compiti e giochi?” “Tuo figlio/a fatica a passare da un compito all’altro o a terminare l’attività?” “Tuo figlio/a è impacciato nei movimenti delle dita e nella destrezza manuale?” “Sei preoccupato per la difficoltà di tuo figlio/a nel restare seduto e nel seguire istruzioni a scuola”

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In un quadro di difficoltà relazionali il genitore si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“mio figlio non ha amici”, “perché mio figlio non invita mai nessuno a casa”, “gli insegnanti mi dicono che mio figlio non gioca con i compagni”, “mio figlio non è inserito in un gruppo di amici”, “mio figlio non mi parla mai di altri ragazzi con cui sta insieme a scuola”, “mio figlio teme troppo gli altri”, “mio figlio pensa di essere un idiota quando parla con gli altri”, “mio figlio teme troppo il giudizio degli altri”.

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Nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento il genitore si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“la valutazione cognitiva è stata fatta ma gli insegnanti non sanno cosa fare nel concreto”, gli strumenti dispensativi e compensativi sono stati implementati ma non so cosa altro fare per aiutare mio figlio”, “con queste caratteristiche cognitive quale sarà il modo migliore per insegnare a mio figlio come studiare”, “nella relazione erano presenti delle indicazioni troppo generali e non sappiamo che fare”.

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In un quadro di sindrome di Asperger il genitore si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“mio figlio non ha interesse a farsi degli amici”, “perché mio figlio non cerca gli altri”, “non capisco perché mio figlio sia così fissato con alcuni interessi”, “a mio figlio danno fastidio certi tipi di stimoli”, “mio figlio è estremamente attento ai dettagli”, “mio figlio ha spesso esplosioni di ansia o rabbia”, “mio figlio non sa come fare per interagire con le altre persone”, “mio figlio è un po’ goffo nei movimenti e ha una brutta calligrafia”.

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Nel mutismo selettivo il genitore si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“non capisco perché mio figlio parla con noi genitori ma non apre bocca con gli altri adulti”, “perché mio figlio non parla mai in alcune situazioni”, “gli insegnanti mi dicono che mio figlio non interagisce con i compagni ma a casa parla senza problemi con noi genitori ed i parenti”, “mio figlio non ha nessun problema di linguaggio ma in alcune situazioni si blocca completamente e non sappiamo cosa fare”.

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Disabilità

Nei disturbi dello spettro autistico chi si prende cura di queste persone si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“che cosa posso insegnargli per dargli dignità”, “come posso gestire la sua aggressività”, “non riesce a comunicare e non so cosa fare”, “a scuola non sanno che cosa fare per insegnargli qualcosa”, “come posso fare per gestire questi comportamenti”, “come fare per insegnargli ad interagire con gli altri”, “la diagnosi è stata fatta ma noi genitori non sappiamo che fare per gestire questi suoi comportamenti”.

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Nella disabilità intellettiva chi si prende cura di queste persone si trova a porsi i seguenti interrogativi:

“che cosa posso insegnargli per dargli dignità”, “come posso gestire questi comportamenti problema”, “come devo muovermi da un punto di vista educativo nei suoi confronti”, “a scuola non sanno che cosa fare per insegnargli qualcosa”, “come posso fare per gestire questi comportamenti”, “mi piacerebbe che diventasse più autonomo nel vestirsi e nell’igiene ma non so come fare”, “quali abilità è possibile fargli acquisire”.

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